Primi chiarimenti ufficiali per lo split payment

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L’Agenzia delle Entrate ha emanato ieri la circolare n. 15/E con la quale vengono forniti i primi chiarimenti in tema di split payment.

In particolare, si ricorda che il meccanismo è applicabile a tutte le operazioni poste in essere a partire dall'1 gennaio 2015 nei confronti della pubblica amministrazione.

Con tale meccanismo, l'Iva dovrà comunque essere indicata in fattura ma verrà versata all'Erario direttamente dall'ente pubblico e il fornitore dovrà annotare il documento emesso separatamente nei registri Iva senza però far confluire l'imposta nella liquidazione periodica.

Nella circolare viene poi specificato il corretto trattamento da seguire nel caso di emissione di una nota di variazione. In particolare, è chiarito che le note di variazione in aumento andranno sempre emesse applicando il meccanismo del reverse charge mentre per le note di variazione in diminuzione occorre verificare il trattamento fiscale dell'operazione originaria. Conseguentemente, se la fattura originaria era stata emessa con l'applicazione dello split, anche la nota di variazione dovrà seguire lo stesso trattamento e il fornitore non potrà detrarsi l'imposta. Al contrario, se l'operazione iniziale era stata fatturata prima dell'1 gennaio 2015, la nota di variazione dovrà seguire le regole ordinarie. L'Amministrazione però, specifica che in anche in quest'ultimo caso sarà possibile (ma non obbligatorio) applicare lo split payment.

Viene anche ricordato che le Pubbliche Amministrazioni devono effettuare dei controlli preventivi sul fornitore prima di procedere con il pagamento. Nello specifico, saranno obbligate a richiedere il DURC e, per pagamenti superiori a 10.000 euro, dovranno anche controllare che il creditore non abbia in sospeso cartelle per importi almeno pari a tale somma.

Confermata anche la possibilità di richiedere e ottenere in via prioritaria il rimborso dell'eccedenza Iva connessa alle operazioni fatturate con il meccanismo dello split payment. In questo caso, per il confronto dell'aliquota applicata alle operazioni attive con quella applicata alle operazioni passive, le operazioni soggette a split payment andranno considerate come cessioni ad aliquota zero.

Infine, viene trattato il tema delle sanzioni, specificando che qualora la fattura non riportasse la dicitura "split payment" è erogabile una sanzione che va da 1.032 a 7.746 euro; in ogni caso, viene confermata la non punibilità per le violazioni commesse prima della data di pubblicazione della circolare in commento (13 aprile 2015).