La disciplina fiscale delle auto concesse in uso ai dipendenti.

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Le diverse tipologie di utilizzo dell’autovettura

Quando una società concede in uso ad un dipendente un’autovettura, le tipologie di utilizzo che si possono verificare sono tre:

1. Utilizzo esclusivamente aziendale,

2. Utilizzo esclusivamente privato,

3. Utilizzo promiscuo.

L’ipotesi n. 3 risulta essere la più frequente e conseguentemente nel proseguo si illustreranno le caratteristiche fiscali di tale fattispecie.


La deducibilità dei costi ai fini delle imposte sui redditi

Uno dei principali vantaggi derivanti dalla concessione in uso promiscuo dell’autovettura a un dipendente è il fatto che l’art. 164 c. 1 del TUIR, alla lettera bbis prevede una deducibilità dei costi ai fini IRES nella misura del 70% e nessun limite massimo di spesa per l’acquisto.

Tale trattamento si applica alle spese sostenute nell’arco dell’intero esercizio se l’auto è concessa in uso al dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta (convenzionalmente pari ad almeno 184 giorni) mentre in caso contrario occorre suddividere il periodo ed applicare distintamente i due criteri.

Esempio del diverso trattamento fiscale rispetto alle regole “ordinarie”:


 TIPOLOGIA DI COSTO AUTOVETTURA NON CONCESSA IN USO AL DIPENDENTE AUTOVETTURA CONCESSA IN USO AL DIPENDENTE
 Costo di acquisto Limite massimo di spesa: 18.076 Euro Limite massimo di spesa: inesistente
 Ammortamento Deducibile nella misura del 20% Deducibile nella misura del 70%
 Altri costi Deducibili nella misura del 20% Deducibili nella misura del 70%

Ai fini IRAP, invece, tali costi saranno deducibili al 100%, nonostante gli stessi siano qualificati come elementi accessori alle retribuzioni.


La detraibilità dell’IVA

A partire dal 2008 sono stati introdotti vantaggi anche per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto assolta relativamente sia all’acquisto dell’autovettura che alle successive spese di gestione. In particolare, occorre distinguere a seconda che la concessione al dipendente sia a titolo gratuito (ovvero con l’esclusiva applicazione del fringe benefit in busta paga) oppure a titolo oneroso (cioè con addebito di un corrispettivo specifico).

Nel primo caso, infatti, il veicolo è considerato come non utilizzato esclusivamente per l’attività aziendale e l’IVA è detraibile nella misura del 40%; nella seconda ipotesi, invece, l’IVA è interamente detraibile.

Annotazione sul libretto di circolazione dell’utilizzatore dell’autovettura

L’art. 94/4 bis del codice stradale ha introdotto l’obbligo di tracciabilità degli utilizzatori abituali (ovvero per un periodo superiore ai 30 giorni) delle autovetture qualora l’intestatario del mezzo sia un soggetto diverso.

Come conseguenza, a partire dai contratti d’uso stipulati a partire dallo scorso 3 novembre 2014 è obbligatoria in tali circostanze l’annotazione sul libretto di circolazione degli utilizzatori effettivi.

La circolare n. 23743/2014 rilasciata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha tuttavia chiarito che tale obbligo non sussiste in alcuni casi specifici, tra i quali anche l’assegnazione ad uso promiscuo ai dipendenti con addebito del fringe benefit.