Donazione di prodotti alimentari e farmaceutici

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Lo scorso 14 settembre è entrata in vigore la L. 166/2016 che ha modificato la disciplina concernente la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti a fini di solidarietà sociale. 

Nonostante ci siano alcuni aspetti che dovranno essere meglio definiti con decreti e provvedimenti di prossima emanazione, nel seguito riassumiamo i tratti principali della nuova normativa.


Ambito soggettivo

I soggetti che possono beneficiare delle agevolazioni previste dalla normativa in esame sono gli "operatori del settore alimentare". In particolare si tratta di soggetti: 

  • pubblici o privati, operanti con o senza fini di lucro;
  • che svolgono attività connesse ad una delle fasi di produzione, confezionamento, distribuzione e somministrazione degli alimenti.


Ambito oggettivo

I prodotti per i quali si applica la disciplina agevolativa ai fini delle imposte sui redditi e dell'Iva sono i "beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività d'impresa", costituiti da:

  • derrate alimentari;
  • prodotti farmaceutici (in questo caso verranno previste specifiche modalità con apposito decreto del MEF di prossima emanazione);
  • ulteriori prodotti destinati a fini di solidarietà sociale senza scopo di lucro, da individuarsi con apposito decreto del MEF da emanare entro il 12 gennaio 2017.


Destinatari

Sono agevolabili le cessioni dei beni sopra citati se effettuate nei confronti di:

  • enti pubblici, associazioni riconosciute o fondazioni aventi esclusivamente finalità di assistenza, beneficenza, educazione, istruzione, studio o ricerca scientifica;
  • ONLUS;
  • Enti pubblici ed enti privati "costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità".


Agevolazioni ai fini delle imposte sui redditi

I beni ceduti gratuitamente a fini di solidarietà sociale di cui trattasi non determinano la produzione di ricavi imponibili che concorrono alla determinazione del reddito d'impresa.


Agevolazioni ai fini dell'Iva

I prodotti alimentari e farmaceutici ceduti gratuitamente a fini di solidarietà sociale senza scopo di lucro, se non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione per carenza o errori di confezionamento, di etichettatura, di peso o per altri motivi similari, nonché quelli in prossimità della data di scadenza, non rientrano nel campo di applicazione dell'Iva.

A tale proposito, si precisa che sono agevolabili anche le cessioni di prodotti alimentari anche oltre il termine minimo di conservazione, purché siano garantite l'integrità dell'imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione.


Adempimenti

Affinché operino le agevolazioni sopra descritte, sono necessari degli adempimenti particolari sia a carico del cedente che a carico del beneficiario. In particolare il cedente deve:

1. emettere un documento di trasporto progressivamente numerato da cui risultino i seguenti dati:
  • data della cessione gratuita;
  • estremi identificativi del cedente, del cessionario e dell'eventuale incaricato del trasporto;
  • qualità, quantità o peso dei beni ceduti.
2. inviare telematicamente una comunicazione all'Agenzia delle Entrate e al Comando della Guardia di Finanza di competenza. Nonostante tale onere sia già in vigore, le modalità operative per tale adempimento saranno definite mediante un apposito provvedimento dell'Agenzia delle Entrate che dovrà essere emanato entro il 13 novembre 2016 e che, si presume, conterrà indicazioni inerenti anche le cessioni gratuite effettuate in questo periodo transitorio. Si precisa infine che la comunicazione potrà non essere effettuata qualora i beni ceduti siano facilmente deperibili o se il valore complessivamente ceduto in ogni singola operazione non è superiore a 15.000 Euro.

Dall'altra parte, invece, il beneficiario della cessione gratuita dovrà rilasciare al cedente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio trimestrale in cui attesti il proprio impegno ad utilizzare direttamente i beni ricevuti in conformità alle proprie finalità istituzionali.