Distacco di personale dipendente e transfer pricing

Pubblicato il in Fiscale

Spesso, all'interno di un gruppo societario (nazionale o multinazionale) si ha la necessità di distaccare uno o più lavoratori dipendenti alle dipendenze di una società affinché prestino il loro lavoro a favore di una società diversa.

Ecco quindi un'analisi di come è opportuno procedere in questi casi.

Il distacco del personale

La fattispecie del distacco del personale si configura ogni qualvolta un datore di lavoro mette a disposizione di un altro soggetto uno o più lavoratori dipendenti per l'esecuzione di una determinata attività (1).

Tale circostanza non determina l'instaurarsi di un nuovo rapporto di lavoro con il soggetto beneficiario della prestazione ma modifica semplicemente le modalità di svolgimento dell'attività lavorativa, senza riflessi sulla titolarità giuridica del rapporto di lavoro che rimane in capo alla società distaccante.

Le parti coinvolte

Nell'istituto del distacco, le parti coinvolte sono quindi tre:

- il "distaccante", ossia il datore di lavoro che dispone il distacco;

- il "distaccato", ovvero il lavoratore posto temporaneamente a disposizione di un altro soggetto;

- il "distaccatario", cioè il soggetto terzo a favore del quale viene eseguita la prestazione.

I requisiti necessari affinché si configuri il distacco di personale dipendente

I requisiti necessari affinché si verifichi una prestazione qualificabile come "distacco di personale dipendente" sono:

1. l'interesse del distaccante che il proprio dipendente svolga l'attività a favore di un terzo;

2. la temporaneità del distacco.

In particolare, per quanto riguarda l'interesse al distacco da parte della società distaccante, questo può consistere in un "qualsiasi interesse produttivo", purché sia specifico, rilevante e concreto e, forse soprattutto, non coincidente con l'interesse lucrativo connesso alla mera somministrazione di manodopera (2).

Nel caso di distacco posto in essere tra società appartenenti al medesimo gruppo, in particolare, l'interesse della società distaccante può coincidere con il comune interesse perseguito dal gruppo di realizzare il medesimo disegno strategico finalizzato ad un unitario risultato economico (3).

Il distacco internazionale di personale

Con riferimento ai distacchi di personale dipendente in ambito internazionale, operati da una società distaccante residente in Italia ad una società distaccataria estera, è prassi che la società italiana riaddebiti alla società non residente il costo relativo al distacco del proprio dipendente.

Detta operazione comporta, in capo alla società italiana distaccante, la deducibilità dei costi sostenuti per il distacco e, parallelamente, la tassazione di quanto riaddebitato alla società estera distaccataria.

I riflessi in tema di transfer pricing

Se dal punto di vista della società distaccante non emergono particolari problematiche fiscali, più delicata risulta invece la questione relativa alla società distaccataria.

Quando le due società che prendono parte all'operazione appartengono al medesimo gruppo, infatti, si rende necessario adottare degli accorgimenti particolari per evitare la contestazione circa la deducibilità dei costi riaddebitati dalla società del gruppo che ha effettuato l'operazione.

Nel caso del distacco del personale si è in presenza di una vera e propria prestazione di servizi che, in linea generale, deve soddisfare i principi delineati dall'OCSE per giustificare l'effettività e il concreto beneficio della prestazione stessa da cui dipende la possibilità per la società distaccataria di dedurre il costo riaddebitato dalla società distaccante.

La documentazione da predisporre

Al fine di fornire un corretto supporto documentale e giustificativo della deduciblità del costo in capo alla società distaccataria, le Guideline OCSE prevedono la predisposizione di un Intercompany Service Agreement tra le società coinvolte.

Tale accordo, volto a specificare e regolamentare i rapporti derivanti dal distacco di personale, deve dare evidenza dei seguenti aspetti:

- termini e condizioni del distacco;

- descrizione delle competenze specifiche del lavoratore distaccato, richieste dalla società distaccataria per soddisfare particolari esigenze organizzative e/o operative della stessa;

- descrizione della composizione effettiva del costo riaddebitato (es. elementi retributivi e relativi oneri sociali);

- descrizione delle modalità di determinazione del costo riaddebitato (modalità di imputazione, diretta o indiretta dei costi, periodicità delle rifatturazioni, ecc.)

A tale documento, che in ogni caso non può e non deve sostituire la lettera di distacco tra la società distaccante e il lavoratore distaccato, può essere utile affiancare anche un accordo specifico per quanto riguarda gli aspetti economici del riaddebito dei costi tra le società del gruppo che prendono parte all'operazione (c.d. "cost sharing agreement").

Il corrispettivo della prestazione

Il base alla normativa italiana, "[...] I componenti del reddito derivanti da operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato, che direttamente o indirettamente controllano l'impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l'impresa, sono determinati con riferimento alle condizioni e ai prezzi che sarebbero stati pattuiti tra soggetti indipendenti operanti in condizioni di libera concorrenza e in circostanze comparabili, se ne deriva un aumento del reddito. La medesima disposizione si applica anche se ne deriva una diminuzione del reddito [...]" (4).

Da un punto di vista operativo, si rende quindi necessario determinare il c.d. "valore normale" del servizio prestato, ovvero "[...] il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquistati o prestati, e, in mancanza, nel tempo e nel luogo più prossimi [...]" (5).

Tuttavia non risulta sempre agevole riuscire ad applicare il metodo del confronto dei prezzi.

In questi casi, la prassi in materia di prezzi di trasferimento, suggerisce di ricorrere al c.d. "cost plus mark up", che consiste nel determinare il corrispettivo della prestazione aggiungendo ai costi sostenuti per la realizzazione del servizio un congruo margine di ricarico (appunto il mark up).

Nel caso specifico del distacco del personale, però, l'applicazione di un mark up è sconsigliata dal punto di vista giuslavoristico interno, dal momento che tale pratica potrebbe far configurare il distacco come prestazione di "somministrazione di lavoro", attività che nel nostro ordinamento è riservata solo a soggetti in possesso di determinati requisiti e la cui finalità principale è, per l'appunto, lucrare sul prestito di personale a società terze.

La stabile organizzazione

Al di là dell'identificazione della natura della prestazione posta in essere tra due società del gruppo residenti in Paesi diversi, è sempre opportuno verificare la sussistenza o meno delle condizioni affinché si possa configurare la presenza di una stabile organizzazione sul territorio estero.

Tendenzialmente, le linee guida OCSE considerano "stabile organizzazione" la presenza sul territorio di:

- una sede direzionale;

- una succursale;

- un ufficio;

- un'officina;

- un laboratorio;

- una miniera, un pozzo di petrolio o di gas, una cava o altro luogo di estrazione di risorse naturali;

- un cantiere di costruzione o di montaggio la cui durata oltrepassa i nove mesi.


Note

(1) Cfr. art. 30 c. 1 D.Lgs 10.09.2003 n. 276


(2) Cfr. Circ. 15.01.2004 n. 3, Interpello n. 1 del 02.02.2011 del Ministero del Lavoro

(3) Cfr. Interpello n. 1/2016 Ministero del Lavoro

(4) Cfr. Art. 110 c. 7 TUIR

(5) Cfr. Art. 9 c. 3 TUIR