Deducibilità dei costi sostenuti a favore di imprese e professionisti domiciliati in Paesi fiscalmente privilegiati

Pubblicato il in Fiscale

Quando una spesa è considerata indeducibile

Sono generalmente considerate indeducibili le spese e gli oneri che attengono a:

  • Operazioni intercorse con imprese individuali o collettive residenti o domiciliate fiscalmente in stati Extra-UE con regime fiscale privilegiato, comprese le stabili organizzazioni di imprese residenti in Paesi a fiscalità ordinaria; 
  • Prestazioni di servizi rese da professionisti domiciliati (ovvero residenti o con una base fissa) in Stati Extra-UE con regime fiscale privilegiato a favore di imprese residenti, ivi incluse le stabili organizzazioni di imprese non residenti presenti in Italia. 
Ricordiamo che per individuare il luogo di residenza occorre fare riferimento alle convenzioni internazionali stipulate dall’Italia con i singoli Paesi interessati o, in mancanza di questa, è necessario farsi rilasciare una certificazione dall’autorità estera competente o una dichiarazione rilasciata ad hoc dall’impresa estera o delle copie della documentazione commerciale che riprovi la presenza di una struttura stabile nel Paese estero.

Accorgimenti da osservare per poter dedurre le spese e i costi sostenuti a favore dei soggetti residenti in un Paese a fiscalità privilegiata

I costi sopra descritti possono essere dedotti dal reddito nel caso in cui l’imprenditore italiano fornisca la prova che l’impresa o il professionista estero svolge prevalentemente un’attività commerciale o professionale effettiva, con una struttura idonea, che le operazioni poste in essere hanno avuto concreta effettuazione e che le stesse rispondono ad un effettivo interesse economico.
Tale prova può essere fornita ricorrendo all’istituto dell’interpello preventivo oppure in seguito, dietro richiesta da parte dell’Amministrazione finanziaria presentando, ad esempio, alcuni tra gli strumenti riportati nella tabella seguente.

 Attività effettiva

La prova può essere fornita ottenendo dal fornitore una copia dell'atto costitutivo, dello statuto, delle fatture delle utenze, dei contratti di lavoro dei dipendenti, ecc.

 Effettivo interesse economicoLa sussistenza di questo requisito va verificata considerando tutti gli elementi e le circostanze che hanno caratterizzato la transazione: il prezzo, i costi accessori, i tempi di consegna e le altre modalità di attuazione della transazione o l'esistenza di vincoli che renderebbero troppo oneroso effettuare la fornitura da un altro fornitore.

Tali costi vanno poi indicati separatamente nella dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta in cui sono stati sostenuti; in caso contrario resta ferma la deducibilità dei costi ma è prevista una sanzione pari al 10% dell’importo delle spese omesse con un minimo di 500,00 Euro e un massimo di 50.000,00 Euro. Se poi il contribuente non è in grado di fornire prove sufficienti a dimostrarne l’effettiva deducibilità, a questo si aggiunge la sanzione per infedele dichiarazione che va dal 100% al 200% della maggiore imposta dovuta.
Inoltre, ricordiamo che gli stessi oneri vanno comunicati periodicamente ai fini IVA attraverso l’invio della Comunicazione delle operazioni con i Paesi Black List.

Possibile prossima modifica della normativa

Riteniamo opportuno segnalarVi un’importante modifica normativa che potrebbe entrare in vigore prossimamente a seguito dell’approvazione del decreto legislativo sull’internazionalizzazione delle imprese.
Qualora infatti tale norma, approvata solo provvisoriamente dal Consiglio dei Ministri lo scorso 21 aprile, dovesse diventare effettiva, verrebbe radicalmente modificata la disciplina della deducibilità dei costi sostenuti con controparti residenti in Paesi Black List.
In particolare, la prima modifica riguarderà l’elenco degli stati “non virtuosi” che verranno considerati tali solo se non esiste con essi un adeguato livello di scambio di informazioni (con la conseguenza che molti Stati attualmente considerati paradisiaci potrebbe perdere questa qualifica); la seconda (e forse di maggior rilievo) novità, invece, interesserà proprio la deducibilità dei costi sostenuti, prevedendo che gli oneri saranno considerati deducibili se non superiori al valore normale dei beni o dei servizi acquistati.