Circolare PAGHE: DL Rilancio - sintesi dei principali provvedimenti in materia di lavoro

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In data 19 maggio 2020 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il c.d. "DL Rilancio", contenente misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il decreto è molto corposo, si compone infatti di oltre 250 articoli e necessita di oltre 90 decreti attuativi per poter diventare pienamente operativo. Si consideri inoltre che, nei prossimi giorni, è altresì previsto l'avvio dell'iter che porterà alla conversione in legge - con modifiche - del provvedimento. Alla luce di tutte queste incognite, la presente circolare vuole essere un primo strumento per elencare sinteticamente le principali novità introdotte dalla norma.

Novità sugli ammortizzatori sociali ordinari (CIGO, FIS, FSBA per settore artigiano)

Viene prevista la possibilità di incrementare la durata dell'ammortizzatore "emergenza Covid19" di ulteriori 5 settimane nel periodo 23.02 - 31.08 per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito delle iniziali 9 settimane.

Viene inoltre riconosciuto un ulteriore periodo di cassa integrazione della durata massima di 4 settimane per periodi decorrenti dal 01.09 al 31.10. Per i settori turismo, fiere, congressi e spettacolo, le 4 settimane aggiuntive possono essere fruite anche prima del mese di settembre 2020.

Il D.L. rilancio estende inoltre gli ammortizzatori ai lavoratori in forza alla data del 25.3.2020.

Vengono infine introdotte novità procedurali in relazione alle domande "a pagamento diretto".

Novità sulla CIG in deroga

Le disposizioni previste per gli ammortizzatori sociali ordinari vengono estese anche alla CIG in deroga.

In virtù delle particolari condizioni in essere per la Regione Lombardia, per la sola CIG in deroga, la durata complessiva massima potrà arrivare fino a 22 settimane.

Infine, allo scopo di velocizzare l'iter autorizzativo di approvazione della domanda, la gestione delle pratiche per i nuovi periodi di CIGD sarà di competenza delll'INPS (e non più delle singole regioni). Si potrà inoltre richiedere all'Inps un anticipo dell'assegno del 40%, che dovrà essere versato entro 15 giorni dalla ricezione dell'istanza.

Ripresa dei versamenti (reegola per la generalità dei datori di lavoro, escluse categorie particolari)

Tutti i versamenti sospesi durante l'emergenza potranno essere effettuati, senza l'applicazione di sanzioni ed interessi, entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione (fino a 4 rate mensili di pari importo). In particolare si tratta delle ritenute IRPEF, contributi INPS e premi INAIL sospesi alle scadenze del 16.03, 16.04 e 18.05. Non sono infine previste ulteriori sospensioni per la prossima scadenza del 16.06.2020.

Divieto di licenziamento

Sino alla scadenza del 17 agosto 2020, il datore di lavoro - indipendentemente dal numero dei dipendenti occupati - non potrà effettuare licenziamenti collettivi o individuali per giustificato motivo oggettivo. In assenza di ulteriori precisazioni, la normativa si applica anche ai casi di cessazione dell'attività.

Contratti a tempo determinato

La norma allenta ulteriormente alcune rigidità introdotte dal c.d. "Decreto Dignità". In aggiunta alle deroghe già introdotte con precedenti provvedimenti, è possibile rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere al 23 febbraio 2020, anche in assenza delle condizioni previste (c.d. causali). La norma si applica anche ai contratti in somministrazione.

Permessi Legge 104/92

Analogamente a quanto avvenuto in precedenza, il numero di giorni di permesso mensile retribuito è incrementato di ulteriori 12 giornate, da fruirsi nei mesi di maggio e giugno 2020. I 18 giorni complessivi potranno pertanto essere utilizzati:

  • 3 giorni di permesso (ordinari) per il mese di maggio 2020;
  • 3 giorni di permesso (ordinari) per il mese di giugno 2020;
  • ulteriori 12 giornate da fruire nell'arco dei predetti due mesi (maggio e giugno 2020).

Congedi per genitori

E' stato previsto un rifinanziamento delle misure a favore dei genitori. In particolare

  • viene elevata a 30 giorni la durata massima del congedo retribuito (indennità INPS del 50%) per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli di età non superiore a 12 anni o con grave disabilità accertata (in tal caso non si applica il limite di età). I permessi, detratti eventuali periodi già utilizzati, dovranno essere fruiti entro il 31 luglio 2020.
  • in aggiunta a quanto sopra, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato potranno astenersi dal lavoro per assistere i figli minori di 16 anni per l'intero periodo di sospensione dei servizi educativi per l'infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. Tale congedo non viene retribuito.

In alternativa ai congedi, è previsto l'utilizzo del c.d. "bonus baby sitter", la cui dotazione passa da euro 600,00 a euro 1.200,00. Sono previste soglie più elevate per i lavoratori impegnati in determinati comparti (sanità, sicurezza....)

Bonus colf e badanti (o lavoratori domestici in genere)

Il decreto Rilancio riconosce un bonus di euro 500,00 mensili per aprile e maggio 2020 a favore di colf, badanti e baby sitter che al 23 febbraio 2020 avevano in essere uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali, a condizione che non siano conviventi del datore di lavoro.

L'indennità, da chiedere all'INPS, non è cumulabile con i "bonus 600 euro" riconosciuti per COVID-19 e non spetta ai beneficiari del reddito di emergenza o (a determinate condizioni) ai percettori del reddito di cittadinanza, nonché ai titolari di pensione.

Nuovo bonus irpef per i lavoratori dipendenti (c.d. bonus 80 euro)

Il c.d. "bonus Renzi" e il trattamento integrativo di euro 100, spettanti, rispettivamente, fino al 30 giugno 2020 e dal 1° luglio 2020, sono riconosciuti anche se il percettore risulti incapiente per effetto del minor reddito di lavoro dipendente prodotto nell'anno 2020 a causa delle conseguenze connesse all'emergenza epidemiologica. In pratica, il sostituto d'imposta deve riconoscere tali benefici, assumendo come base di calcolo del reddito la retribuzione contrattuale che sarebbe spettata in assenza dell'emergenza sanitaria da Coronavirus.

Lavoro agile

Tutta la consistente produzione legislativa del periodo di emergenza ha costantemente promosso forme di lavoro da remoto, con particolare focus sul c.d. smart working. Nel continuare su tale linea, viene altresì introdotto uno specifico diritto al lavoro agile. Infatti, fino alla cessazione dello stato di emergenza, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, che hanno almeno un figlio minore di anni 14, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali.

Tale diritto opera a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore.

Si ricorda che tale diritto è esercitabile a condizione che la modalità dello smart working sia compatibile con le caratteristiche della specifica mansione.

Emersione del lavoro irregolare

Il decreto Rilancio prevede sostanzialmente due distinte sanatorie.

  • La prima è riservata ai datori di lavoro, che potranno presentare istanza per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare in corso con soggetti italiani o stranieri, ovvero per sottoscrivere un contratto di lavoro di tipo subordinato con stranieri presenti irregolarmente sul territorio nazionale. Tale opportunità è esercitabile a condizione che il lavoratore straniero non abbia lasciato il territorio nazionale dall'8 marzo 2020, che sia stato sottoposto a rilievi fotodattiloscopici anteriormente all'8 marzo 2020, ovvero che abbiano soggiornato in Italia prima di tale data, così come riscontrabile dalla "dichiarazione di presenza". Il buon esito della pratica di emersione comporta l'estinzione dei reati e degli illeciti per l'impiego irregolare del lavoratore. Tale disposizione si applica esclusivamente ai rapporti di lavoro nei settori agricoltura e allevamento (nonché attività connesse), lavoro domestico e dell'assistenza alla persona per sé stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l'autosufficienza.
  • La seconda ipotesi riguarda i cittadini stranieri il cui permesso di soggiorno - non rinnovato o convertito in un altro titolo di soggiorno - risulti scaduto dal 31 ottobre 2019. Questi potranno presentare istanza alla Questura per richiedere un permesso temporaneo di 6 mesi, a condizione che risultino presenti sul territorio nazionale alla data dell'8 marzo 2020, che non si siano allontanati dall'Italia dalla medesima data e che abbiano svolto l'attività lavorativa nei medesimi settori richiamati in precedenza (agricoltura, lavoro domestico, assistenza alla persona) antecedentemente al 31 ottobre 2019.

Si attendono ulteriori disposizioni necessarie a garantire la piena operatività della procedura di emersione.