Circolare n. 4/2015: Reverse charge e Split Payment

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Con l'entrata in vigore della Legge di Stabilità 2015 sono state apportate importanti modifiche alla disciplina IVA a partire dall'1 gennaio 2015.

In particolare, sono stati estesi i casi in cui si rende necessario applicare il reverse charge ed è stato introdotto il nuovo meccanismo dello "Split payment".

Ulteriori casi di applicazione del reverse charge

L'art. 17 comma 6 del DPR 633/72 prevedeva già l'applicazione del meccanismo del reverse charge in presenza di tutti i seguenti presupposti:

  • deve trattarsi di interventi edilizi in cui partecipano tre o più soggetti; 
  • deve trattarsi di rapporti tra il primo appaltatore e un subappaltatore oppure di rapporti tra subappaltatori, e non interessa mai il rapporto tra il committente originario degli interventi e il primo appaltatore; 
  • deve trattarsi di contratto di appalto o d'opera e non di fornitura o di fornitura con posa in opera; 
  • il primo appaltatore e i subappaltatori devono svolgere una prestazione che sia riconducibile al settore edile (ovvero a una delle attività contenute nella sezione F della tabella Atecofin, comprese le note esplicative).
La legge di Stabilità 2015, invece, ha previsto che il citato meccanismo debba essere applicato anche alle prestazioni di
  • pulizia (cod. ATECO 2007: 81.2) 
  • demolizione (cod. ATECO 2007: 43.1) 
  • installazione impianti (cod. ATECO 2007: 43.2) 
  • completamento edifici (cod. ATECO 2007: 43.3)
  • cessione di bancali di legno (pallet) usati. 
A differenza di quanto esposto nel paragrafo precedente, per queste attività il reverse charge va applicato in qualunque circostanza ed indipendentemente dalla qualifica di appaltatore o subappaltatore e dal settore in cui si opera.
Anche per quanto riguarda il settore energetico sono state inserite tre nuove tipologie di cessioni, a cui si applica il citato meccanismo del reverse charge, anche se in via temporanea, per soli quattro anni.
In particolare ci si riferisce:
  • ai trasferimenti delle quote di emissione di gas-serra
  • alle cessioni di altre unità utilizzabili dai gestori per conformarsi alla direttiva 2003/87/CE
  • ai trasferimenti di certificati relativi all'energia e al gas (es. certificati verdi o bianchi); 
  • cessioni di gas ed energia elettrica effettuate nei confronti di un soggetto passivo rivenditore residente nel territorio dello Stato. 
A titolo informativo segnaliamo che il reverse charge verrà esteso anche alle cessioni di beni effettuate nei confronti di:
  • ipermercati (codice attività 47.11.1) 
  • supermercati (codice attività 47.11.2) 
  • discount alimentari (codice attività 47.11.3) 
Affinché però quest'ultima disposizione diventi operativa è necessaria una specifica approvazione preventiva da parte dell'Ue.

Split Payment
Oltre all'ampliamento delle casistiche in cui è necessario applicare il meccanismo del reverse charge, la Legge di Stabilità 2015 ha introdotto un nuovo articolo 17-ter al DPR 633/72, mediante il quale si dispone che per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi eseguite nei confronti di enti pubblici, l'imposta sul valore aggiunto venga in ogni caso versata dai medesimi soggetti pubblici secondo modalità e termini che saranno fissati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.
Conseguentemente, i fornitori di beni e servizi alla pubblica amministrazione incasseranno l'importo del corrispettivo al netto dell'Iva che verrà così versata dai soggetti pubblici cessionari direttamente all'Erario.
Da un punto di vista operativo, la fattura emessa nei confronti della pubblica amministrazione dovrà continuare ad esporre l'Iva ma, come per le fatture con ritenuta d'acconto, presumibilmente dovrà essere prevista una riga per lo storno dell'imposta così che sia possibile esporre un "netto a pagare".
Inoltre, sarà opportuno che la fattura riporti una dicitura specifica, quale ad esempio "operazione soggetta ad inversione contabile ai sensi dell'art. 17-ter DPR 633/72 - IVA da versare a cura del committente/cessionario".
Il documento dovrà quindi essere annotato nei registri IVA avendo però cura di far utilizzare al proprio software un codice IVA apposito, dal momento che l'imposta connessa a questo tipo di operazioni non dovrà rientrare nella liquidazione periodica.
Il nuovo meccanismo non si applica ai compensi per prestazioni di servizi professionali assoggettati a ritenuta e nemmeno ai casi in cui la normativa generale prevede l'applicazione del meccanismo dell'inversione contabile.
Si precisa che, nonostante l'efficacia dello Split Payment sia subordinata al rilascio dell'autorizzazione da parte dell'Unione Europea, un emendamento del Governo ne ha disposto comunque l'entrata in vigore a partire dalle operazioni poste in essere dall'1 gennaio 2015.