Circolare n. 38/2020: Credito d'imposta per le commissioni sui pagamenti elettronici

Pubblicato il in Circolari

A decorrere dalle transazioni elettroniche effettuate dal 1° luglio scorso, è riconosciuto agli esercenti un credito d'imposta commisurato alle commissioni addebitate per dette operazioni (1).

A chi spetta

Il credito d'imposta spetta agli esercenti attività d'impresa, arte o professione, i cui ricavi e compensi riferiti al periodo d'imposta precedente non siano superiori a 400.000 Euro.

Ambito oggettivo e misura del credito

L'agevolazione è pari al 30% delle commissioni (2) addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate ed altre commissioni per pagamenti tracciabili dovute in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali.

Modalità di comunicazione dei dati agli esercenti

Gli operatori (banche o soggetti emittenti le carte elettroniche) devono trasmettere agli esercenti, mensilmente e per via telematica (ad esempio a mezzo pec o la pubblicazione nell'home banking dell'esercente), l'elenco e le informazioni relative alle transazioni effettuate nel periodo di riferimento. In particolare, le informazioni da trasmettere sono le seguenti:

  1. Elenco delle operazioni di pagamento effettuate;
  2. Numero e valore totale delle operazioni di pagamento effettuate;
  3. Numero e valore totale delle operazioni di pagamento effettuate da consumatori finali;
  4. Un prospetto descrittivo delle commissioni totali addebitate, di quelle relative alle operazioni di pagamento effettuate dai consumatori finali e l'ammontare dei costi fissi periodici che ricomprendono un numero variabile di operazioni in franchigia.

Tali informazioni devono essere trasmesse agli esercenti entro il ventesimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.

Modalità di utilizzo del credito

Il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa (cd. Principio di cassa) e deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d'imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l'utilizzo.