Circolare n. 30/2020: Decreto "Rilancio" - il credito d'imposta sulle locazioni

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Come abbiamo avuto modo di illustrare durante l'incontro dello scorso 11 maggio, il Decreto c.d. Rilancio(1) ha introdotto un credito d'imposta sulle locazioni, modificando ed integrando quanto precedentemente previsto da DL c.d. "Cura Italia" per botteghe e negozi(2).

Di seguito si illustrano i tratti distintivi dell'agevolazione.

I beneficiari

Il credito d'imposta sulle locazioni spetta agli esercenti attività d'impresa o arti e professioni, a condizione che gli stessi abbiano conseguito ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di Euro nel periodo d'imposta precedente a quello di entrata in vigore del Decreto Rilancio (maggio 2020).

Nel caso invece di strutture alberghiere e agrituristiche, l'agevolazione spetta indipendentemente dal volume di ricavi o compensi realizzati nell'esercizio precedente.

Infine, possono beneficiarne anche gli enti non commerciali per gli immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell'attività istituzionale.

I requisiti

Affinché si possa beneficiare del credito d'imposta è necessario che:

  1. I locatari abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi dei singoli mesi di riferimento (marzo, aprile e maggio) almeno del 50% rispetto allo stesso mese del periodo d'imposta precedente. Questa previsione, che non ammette eccezioni, risulta essere penalizzante per i contribuenti che abbiano iniziato l'attività nel corso o subito dopo i mesi del 2019 da prendere come riferimento per verificare la riduzione del fatturato, poiché è matematicamente impossibile che questi soggetti abbiano realizzato, negli stessi mesi del 2020, un fatturato più basso. Se in sede di conversione del Decreto Rilancio non verranno apportate modifiche, quindi, pare corretto affermare che i contribuenti che hanno iniziato l'attività dopo (o nel corso) il mese di marzo 2019 non potranno beneficiare del credito d'imposta (o potranno farlo solo parzialmente);
  2. Il canone sia stato effettivamente pagato. A tal proposito si precisa che qualora il canone non fosse stato pagato alla scadenza ordinaria, si può comunque aver accesso al beneficio se quanto dovuto viene saldato entro il periodo d'imposta 2020;
  3. Con riferimento al solo mese di marzo, non si sia già beneficiato del credito d'imposta previsto dal DL "Cura Italia".

L'ammontare del credito d'imposta

Il credito viene riconosciuto, su base mensile, nella misura del 60% dei canoni di locazione, leasing o concessione di immobili ad uso non abitativo.

Come già accennato in precedenza, i canoni devono essere stati pagati e devono essere riferiti ai mesi di marzo, aprile e maggio 2020.

Nel caso in cui invece l'immobile sia ricompreso in un contratto a prestazioni complesse o in un contratto di affitto d'azienda, il credito è pari al 30% del canone riferito agli stessi mesi di cui sopra.

Le modalità di utilizzo del credito d'imposta

Il credito d'imposta potrà essere utilizzato:

  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui viene pagato il canone;
  • in compensazione con modello F24 solamente dopo aver effettivamente pagato il canone. Tale modello dovrà necessariamente essere presentato telematicamente (attraverso Entratel o Fisconline);
  • mediante cessione a terzi (relativamente a questa modalità si rimanda al paragrafo successivo).

La cessione del credito

Nonostante manchi ancora un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate che specifichi le modalità attuative per l'esercizio dell'opzione e, più in generale, per l'utilizzo del credito d'imposta, il DL Rilancio prevede che a partire dal 19 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari dell'agevolazione possono optare per la cessione, anche parziale, del credito a terzi, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari(3).

I cessionari utilizzeranno il credito ricevuto seguendo le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal cedente. La quota non utilizzata nell'anno non può essere riportata negli esercizi successivi e non può essere chiesta a rimborso.

Si precisa che sarà comunque il soggetto cedente a rispondere ad eventuali contestazioni da parte dell'amministrazione finanziaria sulla spettanza del credito oggetto di cessione.

Accordi per la riduzione temporanea del canone di locazione

Da ultimo riteniamo utile ricordare che è sempre facoltà delle parti stabilire una riduzione, anche solo temporanea, del canone di locazione dovuto.

In questo caso la registrazione (consigliata ma non obbligatoria) dell'accordo non sconterà né imposta di bollo né imposta di registro.

Qualora nel nuovo documento non fosse presente una durata temporale della riduzione, l'eventuale "rialzo" del canone al livello originario comporterebbe l'obbligo di procedere con una nuova registrazione che sconterà sia l'imposta di bollo che quella di registro.

Pertanto, qualora fosse volontà delle parti quella di ridurre solo temporaneamente l'importo del canone dovuto, il suggerimento è quello di indicare espressamente nell'accordo di riduzione, il periodo di validità dello stesso.


Note:

(1) DL 34/2020 in attesa di conversione in Legge

(2) Art. 65 DL 18/2020 convertito con modificazioni dalla L. 27/2020

(3) Cfr. art. 122 DL 34/2020