Circolare n. 2/2015: black list e lettere d'intento - novità

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DICHIARAZIONI BLACK LIST

Cosa accadeva prima

Anteriormente all'entrata in vigore del decreto, vi era l'obbligo di comunicare all'Agenzia delle Entrate, per i soggetti passivi Iva, tutte le operazioni intercorse con operatori economici aventi sede, residenza o domicilio fiscale in Paesi a fiscalità privilegiata (Black List). La cadenza delle comunicazioni era fissata con termine mensile o trimestrale a seconda dell'ammontare delle operazioni realizzate, con facoltà di escludere dalle stesse le transazioni di importo inferiore ad Euro 500 (limite per ogni singola operazione effettuata).

Le novità

Il Decreto Semplificazioni ha modificato la disciplina, intervenendo sia sulla periodicità della comunicazione, che da mensile o trimestrale è fissata in annuale, sia sull'ammontare delle operazioni non comunicabili, elevando la soglia ad un valore complessivo annuale pari ad Euro 10.000. Conseguentemente, a partire dall'1/1/2015 e con riferimento all'anno 2014, l'invio della comunicazione Black List dovrà essere effettuato:

  • annualmente entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di riferimento; 
  • escludendo le operazioni di importo inferiore ad Euro 10.000. 
Alcune precisazioni

1. La periodicità
L'Agenzia delle Entrate, visto e considerato il carattere transitorio della norma, ha chiarito che qualora un soggetto passivo Iva abbia presentato tutte le comunicazioni richieste dalla "vecchia disciplina" per il periodo gennaio-settembre 2014 può presentare, secondo le vecchie regole, le comunicazioni di novembre e dicembre (o dell'ultimo trimestre). In tal caso il soggetto è dispensato dalla comunicazione annuale per l'anno 2014.
2. La soglia di 10.000 Euro
La circolare 31/E del 30/12/2014 ha chiarito che con la nozione di "importo complessivo annuale" ci si riferisce all'intero ammontare delle operazioni effettuate con controparti Black List; non rileva dunque né la singola operazione né l'ammontare delle transazioni con un singolo cliente o fornitore.
Ad esempio, n. 200 fatture da 100 € ciascuna, siano esse riferite ad operazioni attive o passive e ad una sola o più controparti, devono essere comunicate in quanto complessivamente superano il limite di 10.000 Euro.

LE DICHIARAZIONI D'INTENTO

Cosa accadeva prima
La normativa previgente poneva in carico al fornitore dell'esportatore abituale l'obbligo di invio della dichiarazione d'intento all'Agenzia delle Entrate. Il termine di presentazione era fissato al 16 del mese successivo rispetto alla data di fatturazione della prima operazione non imponibile ai sensi dell'art. 8, c.1, c) DPR 633/72.

Le novità
Con le novità introdotte dal Decreto Semplificazioni, l'onere di invio delle lettere d'intento ricade sugli esportatori abituali e non più sui loro fornitori. Dal 1 gennaio 2015 gli esportatori abituali che vogliono operare in regime di non imponibilità Iva devono quindi:
  • trasmettere telematicamente all'Agenzia delle Entrate la "dichiarazione d'intento"; 
  • consegnare la dichiarazione, unitamente alla ricevuta di presentazione rilasciata dall'AdE, al fornitore o prestatore, ovvero in Dogana.
Il fornitore che intende emettere fattura senza applicazione dell'Iva ai sensi dell'art. 8, c.1, c) DPR 633/72 deve necessariamente verificare la ricevuta telematica rilasciata dall'Agenzia delle Entrate (o sul sito internet dell'Agenzia o nel proprio cassetto fiscale - ma per quest'ultima modalità si attende ancora l'attivazione del servizio) e indicare nella dichiarazione Iva annuale i dati relativi alle lettere di intento ricevute. Solo dopo aver fatto ciò potrà effettuare l'operazione verso l'esportatore abituale in regime di non imponibilità Iva.

Tra fornitore ed esportatore vige responsabilità solidale per l'imposta evasa nel caso di dichiarazione infedele. Le sanzioni sono stabilite dal 100% al 200% dell'imposta non applicata.

Alcuni chiarimenti
E' previsto un periodo transitorio.
Fino all'11 febbraio 2015 gli esportatori abituali possono consegnare o inviare le dichiarazioni d'intento al proprio cedente o prestatore secondo le vecchie regole, facendo quindi ricadere ancora su quest'ultimo l'obbligo di trasmissione all'AdE. Tuttavia, per le dichiarazioni inviate con le vecchie modalità e che esplicano effetti anche per le operazioni poste in essere successivamente all'11 febbraio 2015 vige l'obbligo, a partire dal 12 febbraio 2015, di trasmettere le dichiarazioni in via telematica e di riscontrare l'avvenuta presentazione della dichiarazione all'Agenzia.
Ad esempio, per le lettere d'intento inviate a dicembre 2014 con valenza 01/01/2015 - 31/12/2015, se l'esportatore abituale non ha già provveduto all'invio applicando le nuove regole, per poter emettere fatture non imponibili ai sensi dell'art. 8, c.1, c) DPR 633/72, il fornitore dovrà:
  • per la fatturazione dall'1/1/2015 all'11/2/2015 procedere con l'invio delle lettere d'intento secondo le vecchie regole; 
  • per la fatturazione dal 12/2/2015 al 31/12/2015 farsi inviare dall'esportatore abituale copia della lettera d'intento inviata da lui e del protocollo di trasmissione, e controllare l'effettivo invio sul sito dell'Agenzia delle Entrate.