Circolare n. 17/2017: Estensione dell'applicazione dello "split payment"

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L'art. 1 del DL 24.4.2017 ha modificato l'art. 17-ter del DPR 633/72 ampliando l'ambito di applicazione del meccanismo dello "split payment".

Di seguito riportiamo i tratti principali della disciplina in oggetto alla luce delle novità in vigore dallo scorso 01 luglio.


Come funziona lo split payment

Il meccanismo dello "split payment" (o scissione dei pagamenti) prevede che l'iva addebitata in fattura dal fornitore debba essere versata all'erario direttamente dal cliente. Questo strumento, ricordiamo, è già in vigore per quanto riguarda le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti della Pubblica Amministrazione. La nuova normativa ha esteso, a partire dallo scorso 1 luglio, l'ambito di applicazione di questa metodologia di liquidazione dell'imposta.


Ambito oggettivo

Per quanto riguarda la tipologia di operazioni che devono essere fatturate con il meccanismo dello split payment, la regola generale è che rientrano in tale ambito tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi (comprese le prestazioni eseguite dai professionisti soggette a ritenuta) effettuate nei confronti di specifiche categorie di soggetti (di cui parleremo nel paragrafo successivo).

E' stata tuttavia confermata l'esclusione da tale procedura per le operazioni: 

  • non documentate da fattura;
  • soggette a reverse charge;
  • soggette a regimi speciali di determinazione dell'imposta (es. regime del margine, regime dell'editoria, ecc.)


Ambito soggettivo

Ai sensi dell'art. 17-ter c. 1-bis del DPR 633/72, devono essere fatturate applicando lo "split payment", le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di:

  • Pubbliche Amministrazioni (ricordiamo che in questo caso la fattura va emessa obbligatoriamente in formato elettronico);
  • società controllate di diritto o di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
  • società controllate, mediante controllo di diritto, direttamente dagli enti territoriali (Regioni, Comuni, ecc.);
  • società controllate mediante controllo di diritto, direttamente o indirettamente, dalle società di cui ai due punti precedenti;
  • le società quotate inserite nell'indice FTSE MIB della Borsa Italiana

Ai fini della corretta individuazione dei soggetti destinatari di operazioni soggette a split payment, occorre fare riferimento:

  • per le Pubbliche Amministrazioni all'elenco ISTAT pubblicato nella Gazzetta Ufficiale entro il 30 settembre dell'anno precedente;
  • per le società controllate e le società quotate, agli elenchi appositamente predisposti e pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia e delle Finanze entro il 20 ottobre dell'anno precedente.

Per le fatture emesse a partire dall'01.07.2017 e fino al 31.12.2017, le nuove disposizioni si applicano:

  • alle Pubbliche Amministrazioni indicate nell'elenco ISTAT pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30.09.2016n n. 229;
  • alle società controllate o incluse nell'indice FTSE MIB che risultano tali alla data del 24.04.2017.

Laddove sorgessero dei dubbi, il cedente o prestatore può chiedere al proprio cliente il rilascio di un documento che attesti l'assoggettabilità o meno alla disciplina della scissione dei pagamenti.


Modalità di emissione della fattura

Una volta appurata la necessità di emettere una fattura applicando il meccanismo dello split payment, occorre porsi il problema sulle modalità di emissione del documento.

In particolare, questo dovrà essere:

  • obbligatoriamente elettronico, se il soggetto cliente è una Pubblica Amministrazione;
  • alternativamente elettronico o cartaceo se il soggetto cliente è una società diversa dalla Pubblica Amministrazione.

Ricordiamo che, oltre ai dati obbligatori dettati dall'art. 21 del DPR 633/72 in tema di elementi obbligatori della fattura, dovranno essere riportati:

  • l'ammontare della base imponibile;
  • l'aliquota iva applicabile;
  • l'ammontare dell'imposta;
  • l'annotazione "scissione dei pagamenti" ex art. 17-ter del DPR 633/72 (in caso di fattura elettronica tale dicitura è sostituita dalla dicitura "S" nel campo "esigibilità IVA").


Regime sanzionatorio

Sotto il regime sanzionatorio si ritengono applicabili i chiarimenti forniti dalla circolare n. 15/E/2015, con la conseguenza che in caso di omessa indicazione della dicitura "scissione dei pagamenti" sulla fattura emessa dal fornitore, si applica la sanzione amministrativa da 1.000 Euro a 8.000 Euro.