Circolare n. 14/2015: Imposta di bollo

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Con l'emanazione del Provvedimento n. 2015/14261, si è concluso quest'anno l'iter di semplificazione per l'assolvimento dell'imposta di bollo in modo virtuale che, a partire dall'anno in corso, può essere versata mediante modello F24.

Cogliamo l'occasione per ricordare quando è necessario assolvere l'imposta di bollo e come fare per la liquidazione in modo virtuale in sostituzione dell'apposizione della marca da bollo sui documenti.


Quando è dovuta l'imposta di bollo

In generale, l'imposta di bollo si applica a tutti i documenti (fatture, ricevute, note, ecc.) che certifichino operazioni di importo superiore ad Euro 77,47 che non comportano l'addebito dell'Iva

Si tratta quindi delle operazioni:

  • esenti (ex art. 10 DPR 633/72);
  • fuori campo (ex artt. 2, 3, 4, 5 e da 7 a 7-septies DPR 633/72);
  • non imponibili (con esclusione delle operazioni intracomunitarie e delle esportazioni, sia dirette che triangolari);
  • escluse (ex art. 15 DPR 633/72);
  • emesse dai contribuenti che hanno optato per il "regime dei minimi".


Come chiedere l'autorizzazione per l'assolvimento dell'imposta in maniera virtuale

Per poter assolvere l'imposta di bollo in maniera virtuale (invece di applicare la marca da bollo da 2 Euro sul documento) è necessario ottenere preventivamente l'autorizzazione da parte dell'Amministrazione Finanziaria.

In particolare, la richiesta va inviata a mezzo raccomandata a/r o consegnata a mano all'Ufficio della Direzione Provinciale del proprio domicilio fiscale, allegando una certificazione in cui si dichiara il numero presunto degli atti e dei documenti che si presume si emetteranno nel corso dell'anno solare di riferimento.

L'autorizzazione, una volta rilasciata, ha durata indeterminata, fatta salva la possibilità per il contribuente di richiederne la revoca.


La liquidazione virtuale dell'imposta

L'imposta viene liquidata dall'Amministrazione Finanziaria sulla base della dichiarazione rilasciata dal contribuente al momento della richiesta dell'autorizzazione e l'importo dovuto viene ripartito in rate bimestrali fino al termine dell'anno solare di riferimento.

A partire dal secondo anno, poi, il contribuente dovrà comunicare telematicamente il numero dei documenti effettivamente emessi nell'anno precedente in modo che l'Ufficio possa procedere con il conguaglio tra quanto dovuto e quanto già versato a titolo di acconto.

Il termine per la presentazione della dichiarazione annuale è il 31 gennaio e tale dichiarazione verrà utilizzata come base per la liquidazione provvisoria dell'imposta relativa all'annualità in corso.


Modalità di versamento

A differenza di quanto previsto fino al 2014, quando il versamento poteva essere effettuato solo mediante modello F23, a partire dal 2015 è possibile utilizzare il modello F24 con codice 2505.


Imposta di bollo e fatture elettroniche

Per le fatture che, per obbligo di legge o per scelta del contribuente, vengono emesse in formato elettronico, l'imposta di bollo (se dovuta) deve necessariamente assolta in modo virtuale.

In tal caso non è necessario richiedere l'autorizzazione preventiva e il versamento di quanto dovuto andrà effettuato in unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale utilizzando il modello F24 con codice 2501.


Annotazione sulle fatture

La marca da bollo deve essere applicata sull'originale del documento che viene inviato al cliente, mentre sulla copia trattenuta dall'emittente, va riportata la dicitura "marca da bollo apposta sull'originale".

Qualora la fattura venisse invece inviata via mail, il contrassegno va applicato alla copia trattenuta dall'emittente mentre sull'esemplare inviato al cliente va riportato il codice identificativo della marca stessa.

Se l'imposta di bollo viene assolta in maniera virtuale, infine, è necessario riportare sul documento la seguente annotazione: "Imposta di bollo assolta in modo virtuale".


Sanzioni in caso di irregolarità negli adempimenti

Nel caso di omesso o tardivo versamento dell'imposta di bollo virtuale è applicabile una sanzione pari al 30% di quanto non versato, fatte salve le deduzioni previste in caso di ravvedimento operoso. Per coloro invece che liquidano l'imposta secondo i metodi "ordinari" (ovvero con l'apposizione della marca da bollo sul documento), la sanzione prevista in caso di mancata apposizione del contrassegno va da 1 a 5 volte l'importo dell'imposta evasa.

Ricordiamo che chi ricevesse la fattura senza l'applicazione della marca da bollo (ove dovuta), non è considerato solidalmente responsabile del versamento se entro 15 giorni dal versamento si presenta all'Agenzia delle Entrate per il versamento di quanto dovuto. Solo in questo caso le sanzioni saranno applicabili esclusivamente al soggetto che ha emesso il documento.

Qualora invece l'omissione o l'irregolarità riguardasse la dichiarazione annuale da presentare da parte dei contribuenti che hanno optato per la liquidazione virtuale dell'imposta, la sanzione va dal 100% al 200% dell'imposta dovuta.