Circolare n. 12/2015: Novità Iva della Legge Europea 2014

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Nel seguito si riassumono le principali novità in materia di Iva introdotte dalla Legge Europea 2014. Si ricorda che tali nuove regole sono in vigore dal 18 agosto scorso.

Beni oggetto di perizia, lavorazione o manipolazione

La prima modifica interessa gli scambi di beni tra due soggetti residenti in stati membri diversi, quando la merce viene trasferita esclusivamente per essere periziata, lavorata o manipolata.

In precedenza, se al termine della lavorazione o della perizia i beni rientravano nel Paese membro di origine o venivano spediti per conto del committente in un altro stato (anche ExtraUE), l’operazione non era equiparata ad uno scambio intracomunitario di beni.

Con l’entrata in vigore della Legge Europea 2014, invece, di fatto si realizzerà sempre un’operazione assimilata ad un’operazione intracomunitaria, fatto salvo il caso in cui i beni vengano rispediti dopo la lavorazione nel Paese del committente.

Come conseguenza, il committente dovrà necessariamente identificarsi nello stato membro in cui le merci vengono lavorate.

Tale impostazione non è nuova nel caso in cui sia il soggetto italiano ad inviare le merci in uno stato comunitario, perché la normativa estera imponeva già al committente italiano di identificarsi nel Paese in cui le merci vengono lavorate.

La novità riguarda invece l’ipotesi inversa, ovvero quando il soggetto passivo d’imposta comunitario, in qualità di committente, invia in Italia i beni in conto lavorazione per essere poi trasportati in un altro stato membro, oppure in un Paese terzo. La nostra normativa nazionale, infatti, non considerava questa situazione come un’operazione comunitaria, in contrasto con quanto previsto dalla normativa europea.

Con l’entrata in vigore della Legge Europea 2014, le due discipline risultano finalmente allineate.

Per maggiore chiarezza, di seguito si riportano alcuni esempi.


 Paese del committentePaese di lavorazione Paese di consegna della merce Adempimenti Intrastat Modalità di fatturazione 
Ita-1Francia Italia Nessuno perché l'operazione non è qualificata come intracomunitaria. Il committente Ita-1 riceverà la fattura relativa alla lavorazione senza l'applicazione dell'imposta, che provvederà ad integrare con l'Iva italiana
Ita-1 Francia Francia 

L'operazione è qualificata come intracomunitaria. Il committente italiano Ita-1 deve quindi identificarsi in Francia ed ottenere quindi un codice Iva francese.

Dovrà inoltre presentare i modelli Intrastat.

Il committente Ita-1 riceverà la fattura relativa alla lavorazione senza l'applicazione dell'imposta, che provvederà ad integrare con l'Iva italiana.

Ita-1 dovrà invece utilizzare la propria partita Iva francese per fatturare la vendita al cliente finale francese. Tale operazione dovrà scontare l'Iva locale secondo le regole francesi

Ita-1 Francia Germania (o altro Paese UE diverso da Francia ed Italia) 

L'operazione è qualificata come intracomunitaria. Il committente italiano Ita-1 deve quindi identificarsi in Francia ed ottenere quindi un codice Iva francese.

Dovrà inoltre presentare i modelli Intrastat

Il committente Ita-1 riceverà la fattura relativa alla lavorazione senza l'applicazione dell'imposta, che provvederà ad integrare con l'Iva italiana.

Ita-1 dovrà invece utilizzare la propria partita Iva francese per fatturare la vendita al cliente finale tedesco come cessione intracomunitaria

Ita-1 Francia Svizzera (o altro Paese Extra-UE) 

L'operazione è qualificata come intracomunitaria. Il committente italiano Ita-1 deve quindi identificarsi in Francia ed ottenere quindi un codice Iva francese.

Dovrà inoltre presentare i modelli Intrastat

Il committente Ita-1 riceverà la fattura relativa alla lavorazione senza l'applicazione dell'imposta, che provvederà ad integrare con l'Iva italiana.

Ita-1 dovrà invece utilizzare la propria partita Iva francese per fatturare la vendita al cliente finale svizzero come cessione all'esportazione

Francia-1 Italia Francia Nessuno perché l'operazione non è qualificata come intracomunitaria. Il soggetto italiano che esegue la lavorazione dovrà emettere fattura al committente Francia-1 senza Iva ai sensi dell'art. 7-ter DPR 633/72
Francia-1 Italia Italia

L'operazione è qualificata come intracomunitaria. Il committente francese Francia-1 deve quindi identificarsi in Italia ed ottenere un un codice Iva italiano.

Dovrà inoltre presentare i modelli Intrastat

Il soggetto italiano che esegue la lavorazione dovrà emettere fattura al committente Francia-1 senza Iva ai sensi dell'art. 7-ter DPR 633/72.

Il soggetto francese Francia-1 utilizzerà poi la propria partita Iva italiana per fatturare la cessione al cliente finale italiano applicando la normativa italiana (applicazione dell'imposta o reverse charge a seconda rispettivamente che il cliente finale sia un soggetto privato o un soggetto titolare di partita Iva). 

Francia-1 Italia Spagna (o altro Paese UE diverso da Italia e Francia) 

L'operazione è qualificata come intracomunitaria. Il committente francese Francia-1 deve quindi identificarsi in Italia ed ottenere un codice Iva italiano.

Dovrà inoltre presentare i modelli Intrastat

Il soggetto italiano che esegue la lavorazione dovrà emettere fattura al committente francese Francia-1 senza Iva ai sensi dell'art. 7-ter DPR 633/72.

Il soggetto francese Francia-1 utilizzerà poi la propria partita Iva italiana  per fatturare al cliente finale spagnolo la cessione come cessione intracomunitaria. 

Francia-1 Italia Russia (o altro Paese Extra-UE) 

L'operazione è qualificata come intracomunitaria. Il committente francese Francia-1 deve quindi identificarsi in Italia ed ottenere un codice Iva italiano.

Dovrà inoltre presentare i modelli Intrastat

Il soggetto italiano che esegue la lavorazione dovrà emettere fattura al committente Francia-1 senza Iva ai sensi dell'art. 7-ter DPR 633/72.

Il soggetto francese Francia-1 utilizzerà poi la propria partita Iva italiana per fatturare la cessione al cliente finale russo come cessione all'esportazione.



Piccole spedizioni di carattere non commerciale e spedizioni di valore trascurabile

In base alla normativa comunitaria, vengono definite “piccole spedizioni di carattere non commerciale” quelle effettuate tra due soggetti privati residenti in due Paesi diversi; le spedizioni di valore trascurabile, invece, sono quelle aventi ad oggetto beni di valore non superiore a 10 Euro (o ad un valore diverso stabilito dai singoli stati ma che comunque non può superare i 20 Euro).

La Legge Europea 2014 estende al trasporto e alle altre prestazioni accessorie di entrambe queste tipologie di spedizione, il carattere di non imponibilità dell’operazione ai sensi dell’art. 9 comma 1 del DPR 633/72.