Circolare n. 07/2020: La verifica delle ritenute negli appalti e subappalti. Nuove misure di contrasto all'illecita somministrazione di manodopera

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Il c.d. "Collegato fiscale" alla Legge di Bilancio per il 2020 ha introdotto nuove misure con l'intento di contrastare l'illecita somministrazione di manodopera negli appalti e subappalti. Di seguito si fornisce una sintesi delle regole di recente introduzione nonché i primi chiarimenti forniti sull'argomento dall'Agenzia delle Entrate.

E' opportuno anticipare che le modifiche introdotte dalla citata disposizione legislativa intervengono su tre principali fronti:

1. l'introduzione di un meccanismo di verifica e controllo del versamento delle ritenute fiscali dei lavoratori;

2. un rafforzamento del divieto di compensazione dei crediti mediante il modello F24;

3. l'estensione dell'ambito di applicazione del meccanismo dell'inversione contabile IVA (c.d. reverse charge)

Le novità di cui ai punti 1) e 2) sono operative a partire dall'anno 2020 e pertanto troveranno applicazione a partire dal primo versamento utile, vale a dire quello riferito al mese di gennaio in scadenza il 17 febbraio 2020. Relativamente all'estensione del regime di reverse charge, si resta in attesa di specifica autorizzazione da parte del Consiglio dell'Unione Europea e pertanto l'argomento verrà trattato con separata circolare.

Ambito di applicazione

L'ambito di applicazione della normativa si estende a tutti i sostituti di imposta, ivi compresi i condomini, i curatori fallimentari ed i commissari liquidatori.

Dal punto di vista oggettivo, vengono invece introdotti specifici requisiti concorrenti. Ne consegue che la mancanza anche di un solo requisito tra quelli di seguito elencati comporta automaticamente l'esclusione dai nuovi obblighi di legge.

In dettaglio la norma riguarda:

a) l'affidamento a un'impresa del compimento di una o più opere o di uno o più servizi, di importo complessivo annuo superiore ad euro 200.000. In merito l'Agenzia delle Entrate ha successivamente chiarito che la previsione normativa:

  1. trova applicazione anche con riguardo ai contratti di appalto, affidamento a subappalto in essere anche se stipulati in un momento antecedente al 1° gennaio 2020;
  2. si applica a tutti i contratti concessi e ancora in essere con la stessa impresa al momento del superamento della soglia annua di euro 200.000.

b) contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati;

c) contratti caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera;

d) svolgimento delle lavorazioni presso le sedi di attività del committente;

e) utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente o ad esso riconducibili in qualunque forma.

Adempimenti degli appaltatori, subappaltatori o imprese affidatarie

Al ricorrere dei requisiti analizzati nel paragrafo precedente, le imprese appaltatrici, affidatarie o subappaltatrici (di seguito, per brevità, "gli appaltatori" o "imprese appaltatrici") avranno l'obbligo di effettuare il versamento delle ritenute effettuate sulle retribuzioni di dipendenti e/o collaboratori impiegati nell'appalto tramite distinte deleghe F24. In particolare, tale versamento dovrà essere suddiviso per ciascun committente con riferimento ai lavoratori occupati nell'appalto nel mese precedente a quello di versamento.

Il modello F24 dovrà pertanto essere compilato in questo modo:

- nel campo "codice fiscale" dovrà essere indicato il codice fiscale dell'impresa appaltatrice o affidataria ovvero dell'impresa subappaltatrice tenuta al versamento;

- nel campo "codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare" dovrà invece essere indicato il codice fiscale del committente, riportando altresì il codice di nuova istituzione "09" nella sezione "codice identificativo".

Si precisa che i modelli F24 compilati in base alle precedenti istruzioni sono consultabili sia dall'impresa che ha effettuato il pagamento, sia dal soggetto committente, tramite il cassetto fiscale accessibile dall'area riservata del sito internet dell'Agenzia delle Entrate.

Per l'appaltatore/subappaltatore è altresì fatto divieto di ricorrere all'istituto della compensazione dei crediti con la precisazione che tale divieto deve intendersi esteso anche per il pagamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi INAIL. 

Successivamente è necessario che, entro i 5 giorni lavorativi successivi alla scadenza del modello F24, i versamenti vengano trasmessi al committente e, per le imprese subappaltatrici, anche all'impresa appaltatrice. In dettaglio i documenti da produrre sono i seguenti:

a) modelli F24 quietanzati;

b) un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante il codice fiscale, impiegati nell'appalto in cui dovranno essere indicati:

  1. il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell'opera o del servizio affidato;
  2. l'ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione;
  3. il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di tale lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente.

Adempimenti dei committenti ed apparato sanzionatorio 

I committenti, qualora dovessero verificare il mancato o difforme versamento di ritenute o nel caso rilevino che l'impresa appaltatrice non sia rispettosa dei nuovi obblighi descritti al precedente paragrafo, saranno tenuti a:

1. sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati dall'impresa appaltatrice o affidataria, finché perdura l'inadempimento, sino a concorrenza del 20% del valore complessivo dell'opera o del servizio ovvero per un importo pari all'ammontare delle ritenute non versate rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa;

2. darne comunicazione entro 90 giorni all'Agenzia delle Entrate territorialmente competente.

Qualora il committente pagasse i corrispettivi all'impresa appaltatrice pur in assenza di tutti i requisiti richiesti, lo stesso sarà obbligato al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata all'impresa appaltatrice per la violazione degli obblighi di corretta determinazione delle ritenute e di corretta esecuzione delle stesse, nonché di tempestivo versamento, senza possibilità di compensazione. In merito all'apparato sanzionatorio si resta in attesa di ulteriori chiarimenti da parte dell'amministrazione finanziaria.

Casi di esclusione dal meccanismo di controllo

La normativa ha infine previsto una particolare possibilità di escludere committenti ed appaltatori dall'effettuare i complessi meccanismi descritti nei paragrafi precedenti.

Più specificamente, tale opportunità è riservata alle imprese in possesso del documento di regolarità fiscale (c.d. DURC fiscale) rilasciato dall'Agenzia delle Entrate secondo quanto previsto dal provvedimento n. 54730/2020. Ottenuto tale certificato, le imprese appaltatrici o affidatarie o subappaltatrici dovranno effettuare apposita comunicazione al committente in cui si richiede l'esclusione dalla nuova disciplina, allegando la certificazione ottenuta.

Il certificato, disponibile a partire dal terzo giorno lavorativo di ogni mese, ha validità di 4 mesi dalla data del rilascio ed è esente da imposta di bollo e dai tributi speciali. In questa fase iniziale il documento è messo a disposizione presso un qualunque ufficio territoriale della Direzione provinciale dell'Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale dell'impresa. Si auspica che nei prossimi mesi tale servizio possa essere telematizzato e reso disponibile tramite un apposito servizio web all'interno del cassetto fiscale aziendale. Si segnala altresì che alcuni uffici territoriali si sono già resi disponibili a rilasciare il certificato a mezzo PEC.

Il certificato può essere rilasciato a tutti i soggetti in possesso di tutti e quattro i requisiti previsti dalla normativa, ovvero:

a) essere in attività da almeno 3 anni;

b) essere in regola con gli obblighi dichiarativi;

c) avere eseguito, nel corso dei periodi d'imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell'ultimo triennio, complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell'ammontare dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime;

d) non avere somme iscritte a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi alle imposte sui redditi, all'imposta regionale sulle attività produttive, alle ritenute e ai contributi previdenziali per importi superiori a 50mila euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti pagamenti o non siano in essere provvedimenti di sospensione (non si applica per le somme oggetto di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza).

Conclusioni

Come anticipato in premessa, la norma è operativa ed interessa in fase di prima applicazione le ritenute relative a compensi e retribuzioni corrisposte nel mese di gennaio 2020 il cui versamento risulta in scadenza il 17 febbraio 2020.

Restano tuttavia alcuni importanti aspetti da chiarire. In particolare si auspica un pronto intervento da parte dell'amministrazione finanziaria in merito a:

  • definizione del requisito di appalto "a prevalente utilizzo di manodopera". In attesa di chiarimenti ed al fine di applicare le nuove regole in modo prudenziale, è possibile mutare tale definizione dal complesso di regole riservata agli appalti pubblici. In tal senso i servizi ad alta intensità di manodopera sono quelli nei quali il costo della manodopera è pari almeno al 50% dell'importo totale del contratto;
  • computo del periodo di superamento del valore soglia di euro 200.000. Nel merito della definizione dell'arco temporale di riferimento si resta in attesa di comprendere se lo stesso debba essere inteso come anno solare o anno civile, calcolando 365 giorni a ritroso.