Circolare LAVORO n. 01/2016: Legge di Stabilità 2016 - sintesi delle principali novità in materia di lavoro

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La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto alcune novità in ambito lavoristico, tra cui spicca sicuramente la proroga dell'esonero, seppur ridimensionato, per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato. A seguire, si fornisce una sintesi contenente gli aspetti più rilevanti previsti dal provvedimento in oggetto nonché dalle ultime disposizioni in materia di lavoro.


Assunzioni a tempo indeterminato anno 2016

La Legge di Stabilità proroga lo sgravio contributivo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2016 l'esonero spetta per un periodo massimo di 24 mesi e nel limite massimo di eurorg250 su base annua. I casi in cui il beneficio non viene riconosciuto sono rimasti invariati, ovvero:

  • assunzione con contratto di apprendistato o di lavoro domestico;
  • assunzioni relative a lavoratori che nei sei mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoro;
  • assunzione di lavoratori per i quali il beneficio 2016, ovvero quello 2015, sia già stato fruito in relazione a precedente assunzione a tempo indeterminato;
  • per l'assunzione di lavoratori con i quali i datori di lavoro (considerando anche le società controllate o collegate) abbiano comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi precedenti la data di entrata in vigore della norma (ottobre - dicembre 2015).


Congedo di paternità

Vengono prorogate e modificate, in via sperimentale per l'anno 2016, le disposizioni, già previste per il periodo 2013-2015, in materia di congedo del padre lavoratore. In particolare si prevede:
  • l'obbligo, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, di astenersi dal lavoro per due giorni (anche non continuativi);
  • la facoltà di usufruire di ulteriori due giorni di congedo, anche non continuativi, mediante scomputo dei medesimi dal periodo di astensione obbligatoria della madre.
Per i suddetti congedi è riconosciuta un'indennità a carico dell'INPS pari al 100% della retribuzione.


Aliquota contributiva gestione separata INPS

Anche per l'anno 2016, vengono definite tre diverse aliquote di contribuzione. In particolare:

  • lavoratori autonomi (titolari di P.IVA iscritti alla gestione separata): 27,72%;
  • collaboratori (co.co.co, associati in partecipazione, lavoratori autonomi occasionali con compensi superiori ad euro 5.000 annui): 31,72%;
  • collaboratori di cui sopra assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie o titolari di pensione: 24%.


Ammortizzatori sociali in deroga

Al fine di favorire una transizione meno traumatica verso il già riformato sistema degli ammortizzatori sociali, è previsto un rifinanziamento dei trattamenti c.d. in deroga. La Regione Lombardia in data 12 gennaio ha già sottoscritto l'accordo quadro per l'accesso agli ammortizzatori sociali in deroga anno 2016 (l'accordo disciplina anche la c.d. cassa integrazione in deroga).


Part-time per i lavoratori prossimi alla pensione

La disposizione introduce una norma transitoria volta a trasformare a tempo parziale il rapporto di lavoro di soggetti prossimi all'accesso alla pensione di vecchiaia. In estrema sintesi, la disposizione porrà a carico della finanza pubblica la contribuzione figurativa corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata mentre resterà a carico del datore di lavoro quella somma pari alla contribuzione pensionistica che sarebbe stata a carico di quest'ultimo (sempre relativa alla prestazione lavorativa non effettuata). Tale importo non sarà gravato da oneri fiscali e previdenziali.L'accesso al beneficio prevede la stipula di un accordo che dovrà essere trasmesso all'INPS ed autorizzato dalla Direzione Territoriale del Lavoro. Le modalità di sottoscrizione del documento saranno chiarite con futuro decreto ministeriale, tuttavia la procedura dovrà prevedere il rispetto dei seguenti requisiti:

  • il dipendente, titolare di un rapporto a tempo pieno e indeterminato, deve maturare entro il 31 dicembre 2018 il requisito anagrafico per il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia ed aver già maturato (al momento della trasformazione del rapporto) i requisiti minimi di contribuzione per il diritto al medesimo trattamento; 
  • l'accordo per la trasformazione del rapporto deve riguardare un periodo di tempo non superiore a quello intercorrente tra la data di accesso al beneficio in esame e la data di maturazione del suddetto requisito anagrafico;
  • la riduzione dell'orario di lavoro deve essere pari ad una misura compresa tra il 40% e il 60%.
Il riconoscimento del beneficio da parte dell'INPS avviene nel limite delle risorse finanziate.

Promozione del "welfare aziendale"

A partire dal periodo d'imposta 2016 viene riscritta la norma del Tuir che prevede l'esclusione dalla base imponibile fiscale e previdenziale di specifiche erogazioni. In particolare:
1. l'utilizzazione di opere e servizi riconosciuti dal datore di lavoro per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, culto, assistenza sociale o sanitaria (art. 100 c. 1 Tuir). Sono previste delle condizioni aggiuntive, ovvero il riconoscimento di quanto indicato:
  • deve avvenire volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto, accordo o regolamento aziendale
  • deve riguardare la generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti.
2. l'erogazione di somme, servizi e prestazioni da parte del datore di lavoro per la fruizione, da parte dei familiari (come indicati nell'art. 12 Tuir), di servizi di educazione ed istruzione, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche o di centri estivi o per borse di studio;

3. l'erogazione di somme e prestazioni da parte del datore di lavoro per la fruizione di servizi di assistenza ai familiari anziani non autosufficienti (come indicati nell'art. 12 Tuir).

Anche per i punti 2 e 3 è prevista una condizione aggiuntiva, ovvero che l'erogazione riguardi la generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti.
Infine, in base alle ultime modifiche, l'erogazione di tali beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro potrà avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale (c.d. voucher).

Promozione della contrattazione collettiva decentrata (c.d detassazione)

Viene reintrodotta, questa volta in modo permanente, una disciplina tributaria specifica applicabile in caso di pagamento di emolumenti retributivi di ammontare variabile e la cui corresponsione sia legata ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili e verificabili, nonché per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell'impresa. 
Il regime di favore riguarda i soggetti titolari di reddito da lavoro dipendente di importo non superiore, nell'anno precedente a quello di percezione delle somme di cui sopra, a euro 50.000, ai quali potrà essere applicata un'imposta sostitutiva dell'IRPEF del 10% entro il limite di euro 2.000.
L'importo viene elevato fino a euro 2.500 per quelle imprese che "coinvolgano pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro".
Affinché sia possibile usufruire dell'imposta agevolata, è necessario che l'erogazione degli emolumenti avvenga in esecuzione di contratti sottoscritti dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Per la piena operatività della norma si resta in attesa di uno specifico decreto ministeriale.
Nel caso in cui, in sostituzione degli importi legati alla produttività, il dipendente opti per l'erogazione di somme e valori per le finalità indicate nel paragrafo precedente (promozione del "welfare aziendale"), tali somme con concorreranno a formare il reddito e non saranno nemmeno assoggettate ad imposta sostitutiva. Anche in questo caso le erogazioni dovranno avvenire in esecuzione di contratti aziendali o territoriali.

PROVVEDIMENTI NON CONTENUTI NELLA LEGGE DI STABILITA'


Abolizione del registro degli infortuni (D.Lgs. n. 151/2015)

In attuazione della disposizione in oggetto, a far data dal 23 dicembre 2015 il datore di lavoro non ha più l'obbligo di tenuta del registro infortuni: pertanto vengono meno gli obblighi di istituzione e di aggiornamento del documento. Si consiglia comunque di conservare il registro già in essere per i prossimi cinque anni.
Tuttavia, nulla è mutato rispetto all'obbligo del datore di lavoro di denunciare all'Inail gli infortuni occorsi ai propri dipendenti/collaboratori.

Misure di conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro (D. Lgs. n. 148/2015)

Le misure in oggetto, introdotte in via sperimentale per il solo anno 2015 con il D. Lgs. 81/2015, sono state rifinanziate e rese sostanzialmente strutturali. Per un approfondimento sui singoli provvedimenti si rimanda alla nostra circolare PG 04 2015 dal titolo: "Jobs Act - il punto sulla riforma del lavoro".

Collocamento obbligatorio (D. Lgs. n. 151/2015)

Dal 1° gennaio 2017, i datori di lavoro privati che occupano dai 15 ai 35 dipendenti computabili saranno obbligati, in ogni caso, ad avere alle loro dipendenze un lavoratore disabile. L'obbligo di assunzione troverà applicazione contestualmente al raggiungimento del limite di 15 lavoratori computabili e non sarà più subordinato, in alcun caso, all'effettuazione di una "nuova assunzione".
In materia di contributi esonerativi, risulta invece già operativo il meccanismo dell'esonero totale dall'obbligo di assunzione di disabili per i datori di lavoro che occupano addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso INAIL pari o superiore al 60 per mille. L'esonero è consentito a fronte del pagamento di un contributo di euro 30,64 per ogni giorno lavorativo per ciascun lavoratore disabile non assunto.