Circolare LAVORO: Le novità in materia di lavoro introdotte dal c.d. Decreto Dignità - 1^ parte

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Sulla Gazzetta Ufficiale del giorno 11 agosto 2018 è stata pubblicata la legge di conversione del DL 87/2018 (c.d. Decreto Dignità). La legge, in vigore dal 12 agosto 2018, ha introdotto importanti modifiche alla normativa in materia di:

  • contratto di lavoro a tempo determinato;
  • somministrazione di lavoro;
  • esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato di soggetti under 35;
  • utilizzo di voucher per le prestazioni occasionali nei settori turismo ed agricoltura;
  • indennità di licenziamento ed offerta conciliativa.

Con la presente circolare si intende fornire una sintesi delle principali modifiche apportate dal provvedimento in materia di contratto di lavoro a tempo determinato e somministrazione di lavoro. Con una successiva circolare saranno analizzate le altre tematiche.


Modifiche alla disciplina in materia di contratto di lavoro a tempo determinato

Durata massima e ricorso alle causali

Il contratto di lavoro subordinato a tempo determinato può avere una durata complessiva di 24 mesi, tenendo però in considerazione che:

  • per i primi 12 mesi (proroghe comprese) il contratto non necessita di una specifica causale/motivazione;
  • per i successivi 12 mesi (proroghe comprese) il contratto dovrà far riferimento ad almeno una delle seguenti esigenze:
  1. esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, ovvero esigenze di sostituzione di altri lavoratori;
  2. esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.

E' opportuno precisare che nell'atto scritto il datore di lavoro non dovrà limitarsi a riportare una delle esigenze suindicate. Al contrario, sarà necessario riportare analiticamente la giustificazione, indicando la motivazione/esigenza che ha portato l'impresa ad optare per un contratto a termine in luogo della comune assunzione a tempo indeterminato. E' altresì fondamentale che le ragioni indicate sussistano per l'intera durata del rapporto di lavoro a termine.

Si osserva che è comunque possibile stipulare un contratto iniziale di durata superiore a 12 mesi purché venga indicata fin da subito una delle esigenze di cui sopra.

Con riferimento a tale importane novità, è necessario tuttavia specificare quanto segue:

  • il nuovo limite di durata massima (24 mesi) è derogabile dalla contrattazione collettiva;
  • al fine del computo del periodo massimo di 24 mesi si deve tener conto dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale;
  • resta in vigore la possibilità di instaurare un ulteriore contratto a termine (c.d. contratto assistito) della durata massima di dodici mesi purché stipulato presso la direzione territoriale del lavoro competente per territorio;
  • il limite massimo dato dalla sommatoria dei rapporti a tempo determinato con i contratti di somministrazione viene di conseguenza ridotto da 36 mesi a 24 mesi.

Proroghe e rinnovi

Il termine iniziale del contratto può essere prorogato:

  • senza particolari motivazioni per i primi 12 mesi, successivamente servirà una causale;
  • esclusivamente quando la durata iniziale è inferiore a 24 mesi;
  • con il consenso del lavoratore;
  • per un massimo di 4 volte nell'arco di 24 mesi. Tra le proroghe devono essere conteggiate anche quelle già effettuate prima dell'entrata in vigore del DL 87/2018.

Con specifico riferimento al rinnovo del contratto, si specifica che - indipendentemente dalla durata del primo contratto - lo stesso può essere rinnovato esclusivamente con l'indicazione delle causali già analizzate. 

Al fine di meglio comprendere la differenza tra proroga e rinnovo si fornisce un breve esempio.

Proroga. Contratto a termine con decorrenza dal 1° gennaio 2018 e termine al 30 giugno 2018. In data 29 giugno 2018 le parti decidono di prorogare il contratto fino al 31 dicembre. Essendo una proroga, il contratto iniziale non cessa e la durata viene estesa dal 30 giugno al 31 dicembre.

Rinnovo. Contratto a termine con decorrenza dal 1° gennaio 2018 e termine al 30 giugno 2018. In data 25 luglio 2018, a contratto ormai cessato, le parti decidono di rinnovare il contratto per ulteriori 6 mesi. In questo caso il contratto iniziale è cessato e vene stipulato un nuovo contratto (nel rispetto del periodo minimo di sospensione previsto dalla norma) per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria. 


Attività stagionali

Alle attività di carattere stagionale continua a non applicarsi il limite massimo di durata e, relativamente a proroghe e rinnovi, non risulta necessaria l'indicazione delle ragioni giustificatrici.


Incremento della contribuzione

E' stato introdotto un contributo INPS addizionale, pari allo 0,5% della retribuzione imponibile, applicabile in occasione di ciascun rinnovo del contratto a tempo determinato, anche in somministrazione. Da tale incremento restano però esclusi i contratti di lavoro domestico. 


Sanzioni

Il contratto di lavoro a termine viene "trasformato" a tempo indeterminato:

  • in caso di superamento della durata massima - per effetto di un unico contratto o per successione di contratti - prevista dalla legge o dalla contrattazione collettiva;
  • in caso di proroga del contratto oltre il limite di 4 volte;
  • in caso di mancata indicazione della causale o qualora il giudice accerti l'illegittimità della stessa.


Periodo transitorio

La legge di conversione ha infine introdotto un periodo transitorio con l'obiettivo di consentire ai datori di lavoro un graduale adattamento alla novellata normativa. In particolare si evidenzia che:

  • le "novità" in materia di contratto a termine sono immediatamente applicabili ai nuovi contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data del 14 luglio 2018;
  • le "novità" relativamente alle proroghe ed ai rinnovi si applicheranno solamente dopo il 31 ottobre 2018. Pertanto nel periodo transitorio troveranno applicazione le precedenti disposizioni.

Si fornisce di seguito una tabella di sintesi.

 Data di stipulaDurata massima Proroghe del contratto Rinnovi del contratto 
 Fino al 31/10/2018Dal 1/11/2018 Fino al 31/10/2018 Dal 1/11/2018 
 Fino al 13/07/201836 mesi 

n. 5

senza causale 

n. 4 (primi 12 mesi senza causale + altri 12 mesi con causale) Infiniti senza causale Infiniti, ma sempre con causale 
 Dal 14/07/201824 mesi (primi 12 mesi senza causale + altri 12 mesi con causale) 

n. 4 

senza causale (*) 

n. 4 (primi 12 mesi senza causale + altri 12 mesi con causale) Infiniti senza causale Infiniti, ma sempre con causale 

(*) In attesa di un chiarimento ufficiale, si è preferito indicare massimo 4 proroghe in 24 mesi


Somministrazione di lavoro

Le principali novità in materia di contratto di lavoro di somministrazione (c.d. lavoratori interinali) si possono così riassumere:

  • il rapporto di lavoro tra l'agenzia di somministrazione ed il lavoratore è assoggettato alla disciplina del contratto a tempo determinato con esclusione delle disposizioni in materia di riassunzione a tempo determinato, numero complessivo di contratti a termine e diritto di precedenza;
  • salvo diverse disposizioni della contrattazione collettiva applicata dall'utilizzatore, il numero di lavoratori somministrati a tempo determinato non può superare, in sommatoria con gli altri rapporti a termine, complessivamente il 30% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l'utilizzatore, calcolati a decorrere dalla data del 1° gennaio dell'anno di stipula dei contratti in oggetto, o dalla diversa data in caso di attività avviata in corso d'anno;
  • per il caso di somministrazione a termine, la sanzione prevista in caso di superamento del limite di 24 mesi è applicabile nei confronti del solo utilizzatore;
  • è stato infine reintrodotto il reato di "somministrazione fraudolenta". In sostanza, quando la somministrazione è utilizzata al solo fine di eludere le disposizioni di legge, l'agenzia e l'utilizzatore sono puniti con la pena dell'ammenda di euro 20,00/giorno per ciascun lavoratore coinvolto.