Circolare n. 15/2018: La nuova tassazione dei dividendi percepiti da persone fisiche non imprenditori

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La normativa che regola la tassazione dei dividendi(1) percepiti da persone fisiche non imprenditori è stata modificata dalla Legge di Bilancio 2018.

Sostanzialmente, è stata estesa la modalità di tassazione prevista in caso di utili derivanti da partecipazioni non qualificate anche alle fattispecie dove i redditi tassati derivano dal possesso di una partecipazione qualificata(2).

Nel seguito, quindi, si esaminano i termini di decorrenza della norma e taluni aspetti procedurali.


Il regime fiscale dei dividendi percepiti da soggetti IRPEF non imprenditori

La Legge di Bilancio 2018 ha modificato il regime fiscale dei dividendi, equiparando la tassazione degli utili qualificati a quelli non qualificati e prevedendo l'applicazione generalizzata della ritenuta a titolo di imposta del 26%.

Prima di queste modifiche, i dividendi erano tassati in capo alle persone fisiche non imprenditori che possedessero parteicipazioni qualificate:

  • nel limite del 40% in caso di utili formatisi fino all'esercizio in corso al 31.12.2007;
  • nel limite del 49,72% in caso di utili formatisi dopo l'esercizio in corso al 31.12.2017 e fino all'esercizio in corso al 31.12.2016;
  • nel limite del 58,14% in caso di utili formatisi a decorrere dall'esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2016 e fino all'esercizio in corso al 31.12.2017.

In caso di partecipazioni non qualificate, invece, era già prevista la tassazione mediante applicazione di una ritenuta a titolo di imposta nella misura del 26% sull'intero dividendo.

Si segnala infine che, qualora la delibera di distribuzione dividendi avvenisse dopo il 31.12.2022, le somme percepite sarebbero assoggettate interamente ad imposta sostitutiva, indipendentemente dal momento di formazione degli utili oggetto di distribuzione.


In sintesi

 Partecipazioni in società residenti in Italia
 Persone fisiche non imprenditoriUtili formatisi fino al 31.12.2007 (delibera entro il 31.12.2022) Utili formatisi dall'1.1.2008 e fino al 31.12.2016 (delibera entro il 31.12.2022) Utili formatisi dall'1.1.2017 e fino al 31.12.2017 (delibera entro il 31.12.2022) Utili formatisi dall'1.1.2018 e utili pregressi con delibera post 31.12.2022) 
Partecipazioni non qualificateImposta sostitutiva del 26% sul 100% del dividendo percepito Imposta sostitutiva del 26% sul 100% del dividendo percepito Imposta sostitutiva del 26% sul 100% del dividendo percepito Imposta sostitutiva del 26% sul 100% del dividendo percepito
 Partecipazioni qualificateImponibili nel limite del 40% del dividendo percepito Imponibili nel limite del 49,72% del dividendo percepito Imponibili nel limite del 58,14% del dividendo percepito 


Presunzione di distribuzione prioritaria degli utili

Ai sensi dell'art. 47 c. 1 del TUIR, a prescindere dal contenuto della delibera assembleare, si presumono prioritariamente distribuiti ai soci l'utile di esercizio e le riserve di utili.Pertanto, qualora la delibera preveda l'attribuzione ai soci di riserve di capitale, la presenza di riserve di utili disponibili comporterebbe automaticamente la riqualificazione in utili della distribuzione ai soci con l'applicazione del regime fiscale dei dividendi proprio del soggetto percipiente.

A partire poi dalle delibere di distribuzione successive a quella avente ad oggetto l'utile dell'esercizio in corso al 31.12.2016, agli effetti della tassazione del socio, i dividendi distribuiti si considerano prioritariamente formati:

  • da utili prodotti fino all'esercizio in corso al 31.12.2007
  • e poi da utili prodotti dall'esercizio in corso all'1.1.2008 e fino a quello in corso al 31.12.2016.
Secondo quanto precisato dall'amministrazione finanziaria, infine, nel caso in cui le riserve di utili siano utilizzate per finalità diverse dalla distribuzione ai soci (ad esempio per la copertura delle perdite), possono considerarsi utilizzate per prime (e fino a loro concorrenza) le riserve formate con gli utili prodotti negli esercizi in cui l'aliquota IRES risultava inferiore.



Note:
(1) Per dividendi si intendono gli utili da partecipazione che rientrano tra i redditi di capitale. Si tratta, quindi, degli utili distribuiti da società di capitali, enti commerciali e società non residenti.
(2) Ai fini impositivi, il TUIR, distingue tra partecipazioni qualificate e partecipazioni non qualificate. In particolare, si ricorda che si considerano qualificate le partecipazioni che conferiscono:
- una percentuale di diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria superiore al 20%, ovvero una percentuale di partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 25% (nel caso di società non quotate);
- una percentuale di diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria superiore al 2%, ovvero una percentuale di partecipazione al capitale o al patrimonio superiore al 5% (per le società quotate).